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Civic Technology

29/11/14 Agenda Digitale , Civic Technology # , , , ,

Così fallisce l’Open Government: quando lo Stato fa auto-gol

Così fallisce l’Open Government: quando lo Stato fa auto-gol

In un post di un paio di settimane fa mi sono cimentato in una prima lista dei possibili rischi dell’Open Government.   Ora vorrei considerare un caso concreto, prendendo spunto da un articolo [1] del prof. Andrew Chadwick, che esamina il caso della regione di “TechCounty” in California, dove un progetto pubblico di partecipazione on line è tristemente fallito.

Lo studio individua alcune cause interne all’amministrazione che hanno portato al fallimento.  L’analisi è basata su una serie di interviste semi-strutturate ai vari attori coinvolti nell’amministrazione e nella società esterna a cui è stata appaltata la gestione del forum.

In questo articolo su TechEconomy provo un flash-forward e un cambio di continente verso l’Italia del 2014 😉

 

Ma ora, dopo aver esaminato le cause interne, la parola passa ai cittadini :))
(thanks Paola Liliana B!)

 

 

[1] Andrew Chadwick (2011). Explaining the Failure of an Online Citizen Engagement Initiative: The Role of Internal Institutional Variables. Journal of Information Technology & Politics, 8:21–40

Photo by Ishmael Daro

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01/10/12 Civic Technology

TweetYourMEP, l’innovazione senza permesso

TweetYourMEP, l’innovazione senza permesso

Inaspettatamente, da un’idea nata su una mailing list, un gruppo informale di volonterosi civic hacker ha lanciato TweetYourMEP, un’applicazione che permette di creare un filo diretto tra i cittadini e i membri del Parlamento Europeo.

Sarà perché quella mailing list si chiama “Spaghetti Open Data” (SOD), è aperta a tutti, e si parla molto di “apps” e poco di “manifesti”. Sarà perché quel gruppo di volonterosi è capace di creare da zero una versione 0.1 in circa una settimana, nel tempo libero, e coordinandosi in pieno spirito open. Fatto sta che SOD, la componente più “smanettona” della comunità Open Data italiana, ha creato un servizio prezioso in tempi di – volenti o nolenti – progressive cessioni di sovranità verso l’Europa.

E’ una semplice maling list ma che sta crescendo: si vede non solo dal numero dei post, ma anche dalla proficua e sorprendente capacità di interazione tra amministratori / policy makers e open data geeks (gli smanettoni), un tratto distintivo fin dalla fondazione. Ne ha parlato David Eaves (non di SOD, che è un passo avanti, ma dell’importanza di avere mailing list di questo tipo). Ne è prova il “collaudo su strada” di OpenCoesione.

Dopo milioni di euro elargiti dai fondi pubblici per creare improbabili “portali” e strutture insostenibili nel tempo, questo è un altro bellissimo esempio di come si possa fare innovazione, dal basso, senza permesso e senza un euro.

[Repost da InnovatoriPA]

 

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